paella di Valencia

LA PAELLA È DI VALENCIA / LA PAELLA ES DE VALENCIA

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La prima volta che ho mangiato una paella è stato durante il mio primo viaggio a Madrid, con la mia migliore amica. Non vedevamo l’ora di provare il piatto tipico spagnolo. Lei chiese una paella con riso e io una diversa, poi scoprì che era una fideuà (un altro piatto tipico di Valencia). Meno male che dopo molti anni, ebbi la fortuna di avere un fidanzato valenziano e provare la vera paella. Sarebbe stato un peccato che mi fosse rimasta in testa quell’idea della paella come del piatto che mangiai a Madrid. Oggi, se non è a casa di un valenziano, la paella non la mangio neanche sotto tortura.

La primera vez que comí una paella fue durante mi primer viaje a Madrid con mi mejor amiga. No veíamos la hora de probar el plato típico de España. Ella se pidió una paella de arroz e yo una diferente, luego descubrí que era una fideuà. Menos mal que después de muchos años, tuve la suerte de tener una pareja valenciana y probar una paella de verdad. Que pena hubiese sido quedarse con esa idea de la paella que comí en Madrid. Hoy, si no es en casa de algún valenciano, la paella no me la como ni bajo tortura.

paella di Valencia
© Manu Tórtola

La paella migliore si mangia in una casa valenziana, di domenica, quando si riunisce tutta la famiglia e chi si incarica di prepararla (di solito è un uomo), dal paellero (il posto dove si fa la paella) la porta a tavola calda calda e la colloca nel centro. Quanto più grande è la famiglia, più grande è la paella. Ognuno con il suo cucchiaio a mangiare la sua parte nella paella comune (si chiama paella anche il recipiente che la contiene) e a grattare il socarrat (la parte un po’ bruciacchiata). Chi parla molto a tavola, vedrà la paella sparire sotto i suoi occhi.

La mejor paella se come en una casa valenciana, de domingo, cuando se reúne toda la familia y el encargado de hacerla (que de normal suele ser un hombre) la saca calentita calentita del paellero y la lleva directamente a la mesa, en el centro. Cuanto más grande es la familia, más grande es la paella. Cada uno con su cuchara a comer su parte en la paella común y a rascar el socarrat. El más charlador se queda con hambre.

paella de Valencia
© Manu Tórtola

Senza alcun dubbio la paella più buona è quella cucinata all’aperto, perché sa di legna e di fumo. Meglio acora se la legna è legna di arancio valenziano. Gli ingredienti sono sacri e quando la ricetta non viene rispettata, il valenziano dirà che ha mangiato “riso con cosas” non una paella:

  • riso bomba, tipico di Valencia. Si versa facendo due mucchietti a forma di croce (curioso vero?)
  • pollo e coniglio a pezzetti
  • bajoqueta (cioè fagiolini)
  • garrofó che è una varietà del fagiolo bianco; anch’esso tipico di Valencia e che mi piace troppo (infatti quando mangio la paella comunico a miei commensali che se non gli piacciono i garrofons, li possono dare a me!)
  • pomodoro
  • olio di oliva
  • zafferano
  • peperoncino rosso dolce in polvere
  • sale
  • rosmarino
  • acqua. E attenzione! Perché quando dico acqua, non mi riferisco a qualsiasi acqua.

Sembra, infatti, che la paella fatta a Valencia, sia così buona a causa dell’acqua che esce dai rubinetti valenziani: un’acqua piena di calcare, che dopo il primo mese che vivevo a Valencia mi ha inviato dritta dritta al pronto soccorso con le coliche renali, ma che alla paella fa più che bene. Quanto più dura è l’acqua, migliore sarà il risultato finale della paella e l’acqua a Valencia è molto dura appunto.

ingredientes paella valenciana
© Manu Tórtola

Sin duda la paella más buena es la que se cocina al aire libre, porque sabe a leña y a humo. mejor aun si la leña es de naranjo valenciano. Los ingredientes son sacros y cuando la receta no viene respetada, el valenciano dirá que ha comido “arroz con cosas” pero no una paella.

  • arroz bomba, típico de Valencia. Se echa haciendo dos montones con forma de cruz (¿curioso verdad?)
  • pollo y conejo troceados
  • bajoqueta o sea judía verde
  • garrofó que es una variedad de alubia blanca típica de Valencia que me encanta (de hecho cuando como paella advierto “quien no quiera los garrofons que me los de a mi”);
  • tomate
  • aceite de oliva
  • azafrán
  • pimiento rojo dulce en polvo
  • sal
  • romero
  • agua. Y ¡atención! Porque cuando digo agua no me refiero a cualquier agua.

Parece ser que las paellas hechas en Valencia sean tan especialmente buenas también a causa de la agua que sale por los grifos valencianos: una agua llena de cal, que en el primer mes de estancia en Valencia me envió a urgencias por cólicos renales, que pero a la paella le sienta genial. Cuanto más dura el agua, mejor será el resultado final de la paella y la agua en Valencia tiene un grado de dureza muy alto.

mangiando la paella

Se volete mangiare una vera paella, non avete molta scelta: trovatevi un/una fidanzato/a valenziano/a o un amico di Valencia e fatevi invitare a mangiare una paella a casa sua la domenica. Se siete fortunati, sua madre vi darà addirittura un tupperware con quello che rimane per portarvelo a casa.

E ricordate di non farvi prendere in giro. La paella è di Valencia e si mangia a Valencia. Meglio in casa, che al ristorante.

Si queréis comer una paella de verdad, no os queda otra: echaros un novio/a o un amiguete de Valencia y esperad que os invite a una paella el domingo en su casa. Si tenéis suerte, su madre hasta os dará una táper para que os llevéis lo que sobra a casa.

Y recordad, no os dejeis engañar. La paella es de Valencia y se come a Valencia. Mejor en casa que en el restaurante.

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